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Nell'informatica
la parola bug (letteralmente "insetto") identifica un
errore in un programma
software; meno
comunemente, il termine bug può indicare un difetto di
progettazione in un componente
hardware che ne causa un
comportamento imprevisto o comunque diverso da quello
specificato dal produttore.
I bug
in un programma possono essere in certi casi particolarmente
gravi a tal punto da rendere vulnerabile ad attacchi informatici
anche il computer che ospita il software.
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Bug famosi
nel mondo informatico sono i cosiddetti
buffer overflow.
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Un noto bug in un componente hardware è quello che nel
1994 afflisse l'allora
neonato
microprocessore
Pentium, che in certi casi
restituiva risultati errati anche in semplici calcoli
aritmetici. I primi Pentium infatti avevano problemi nella
FPU (Floating Point Unit,
Unità a
Virgola Mobile o
coprocessore matematico come si diceva in precedenza) per cui
erravano appunto alcune operazioni decimali. In un primo tempo
venne rilasciato un software che escludeva questa unità ed in
seguito tutti i microprocessori vennero sostituiti.
Etimologia

Il primo "bug", 1945
L'uso del
termine bug è legato ad un curioso aneddoto risalente ai
tempi pionieristici dell'informatica: nell'agosto del 1945 il
tenente
Hopper ed il suo gruppo
stavano cercando la causa del mafunzionamente di un computer
Mark II quando, con
stupore, si accorsero che una falena si era incastrata tra i
circuiti. Dopo aver rimosso l'insetto, il tenente incollò la
falena rimossa sul registro del computer e annotò: «1545.
Relay #70 Panel F (moth) nel relay. First actual case of bug
being found».
Questo registro è conservato presso lo
Smithsonian National Museum of American History.
In realtà
il termine bug nel senso di problema tecnico è stato
usato almeno dal
1870, è citato in questo
senso in una lettera di
Edison del 1878,
probabilmente questo uso del termine è di origine scozzese.
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