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Un worm
è una particolare categoria di
malware in grado di
autoreplicarsi. È simile ad un
virus, ma a differenza di
questo non necessita di legarsi ad altri eseguibili per
diffondersi.
Il termine
deriva da un romanzo di
fantascienza degli
anni 1970 di
John Brunner: i ricercatori
che stavano scrivendo uno dei primi studi sul
calcolo distribuito notarono
le somiglianze tra il proprio
programma e quello descritto
nel libro e ne adottarono il nome. Uno dei primi worm diffusi
sulla rete fu
Internet Worm, creato dal
figlio di un alto dirigente della
NSA il 2 novembre
1988, quando
internet era ancora agli
albori. Tale virus riuscì a colpire oltre un terzo dei computer
collegati a quel tempo in rete.
Tipicamente
un worm modifica il
computer che infetta, in
modo da venire eseguito ogni volta che si avvia la macchina e
rimanere attivo finché non si spegne il
computer o non si arresta il
processo corrispondente. Il
worm tenta di replicarsi sfruttando
Internet in diverse maniere:
spesso i mezzi di diffusione sono più di uno per uno stesso
worm.
Il mezzo
più comune impiegato dai worm per diffondersi è la
posta elettronica: il
programma malizioso ricerca
indirizzi
e-mail memorizzati nel
computer ospite ed invia una
copia di se stesso come file allegato (attachment) a
tutti o parte degli indirizzi che è riuscito a raccogliere. I
messaggi contenenti il worm utilizzano spesso tecniche di
social engineering per
indurre il destinatario ad aprire l'allegato, che spesso ha un
nome che permette al worm di camuffarsi come file non
eseguibile. Alcuni worm sfruttano dei
bug di client di posta molto
diffusi, come
Microsoft Outlook Express,
per eseguirsi automaticamente al momento della visualizzazione
del messaggio
e-mail. Tutti i worm più
recenti effettuano la falsificazione dell'indirizzo mittente,
creando un fastidioso effetto collaterale di proliferazione di
messaggi: alcuni
software
antivirus, montati
tipicamente sui
server, respingono il messaggio infetto e notificano il fatto
al mittente, ma dato che questo è falso tale notifica arriva ad
un destinatario diverso da chi ha realmente inviato la mail e
che nulla ha a che fare con l'invio del worm.
Questi
eseguibili maligni possono anche sfruttare i circuiti del
file sharing per
diffondersi. In questo caso si copiano tra i
file condivisi dall'utente
vittima, spacciandosi per
programmi ambiti o per
crack di programmi molto
costosi o ricercati, in modo da indurre altri utenti a
scaricarlo ed eseguirlo.
La
tipologia forse più subdola di worm sfrutta dei
bug di alcuni
software o sistemi
operativi, in modo da diffondersi automaticamente a tutti i
computer vulnerabili
connessi in rete.
Possiamo
grossolanamente dividere gli effetti nocivi cagionati da un worm
in due tipologie: danni diretti, causati dall'esecuzione
del worm sulla macchina vittima, e danni indiretti,
derivanti dalle tecniche utilizzate per la diffusione.
Un worm
semplice, composto solamente dalle istruzioni per replicarsi, di
per sé non crea gravi danni diretti al di là dello spreco di
risorse computazionali. Spesso però questi
programmi per nascondersi
interferiscono con il funzionamento di
software volti a scovarli e
a contrastarne la diffusione, come
antivirus e
firewall, impedendo così il
funzionamento normale del
computer ospite. La maggior
parte dei worm, così come i
virus, contiene una parte
detta payload, che ha il solo scopo di causare dei danni
al sistema infettato. Molto di frequente un worm funge da
veicolo per l'installazione automatica sul maggior numero di
macchine di altri
malware, come per esempio
backdoor o
keylogger, che potranno poi
essere sfruttati da un malintenzionato
cracker o addirittura da un
altro worm.
I danni
indiretti sono gli effetti collaterali dell'infezione da parte
di un worm di un elevato numero di
computer connessi in rete
sul corretto funzionamento e sull'efficacia delle comunicazioni
che avvengono tramite infrastrutture informatiche. I messaggi di
posta elettronica inviati
dai worm per replicarsi vanno infatti ad ingrossare la mole di
posta indesiderata che arriva nelle caselle
e-mail, sprecando risorse
preziose in termini di
banda e di attenzione. Come
già accennato infatti la diffusione di un worm genera un'enorme
volume di
e-mail inutili e dannose. I
worm che sfruttano vulnerabilità note di alcuni
software causano invece
malfunzionamenti di tali programmi, con conseguenze quali
l'instabilità del
sistema operativo e a volte
spegnimenti e riavvii forzati, come nel caso del recente worm
Blaster (noto anche come Lovsan o Msblast. |