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Lo
spamming (detto anche fare spam) è l'invio di grandi
quantità di messaggi elettronici non richiesti (generalmente
commerciali). Può essere messo in atto attraverso qualunque
media, ma il più usato è
Internet, attraverso l'e-mail. Il termine trae origine da un vecchio sketch del
Monty Python's Flying Circus
ambientato in un locale dove ogni pietanza del menù era a base
di
Spam (un tipo di carne in
scatola).
Il
principale scopo dello spamming è la
pubblicità, spesso la
pornografia, il commercio in
borsa o discutibili progetti finanziari. Lo spam sotto forma di
lettera personale è anche usato con lo scopo di truffa, come
nella
truffa 419. Uno
spammer (cioè l'individuo che invia messaggi spam) invia
messaggi identici o quasi a migliaia di indirizzi e-mail. Questi
indirizzi sono spesso raccolti in maniera automatica dagli
articoli di
Usenet, dalle pagine Web,
ottenuti da database o semplicemente indovinati usando nomi
comuni.
Per
definizione lo spam viene inviato senza il permesso del
destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato
inaccettabile dagli
ISP (Internet
Service Provider) e dalla maggior parte degli utenti
Internet. Mentre questi ultimi trovano lo spam fastidioso e con
contenuti spesso offensivi, gli ISP si oppongono per i costi
dell'elaborazione della pubblicità di altre persone.
Sondaggi
hanno indicato che al giorno d'oggi lo spam è uno dei maggiori
fastidi di Internet, e l'invio di questi messaggi costituisce
una violazione del contratto "Acceptable Use Policy" (condotta
d'uso accettabile) di molti ISP, e può portare all'interruzione
dell'abbonamento (account)
del mittente. Un largo numero di spammer conduce un'intenzionale
frode per inviare i messaggi: essi usano frequentemente
informazioni personali false, come nomi, indirizzi, numeri di
telefono per stabilire account disponibili presso vari ISP. Per
fare questo vengono usate informazioni anagrafiche false o
rubate, in modo da ridurre ulteriormente i loro costi. Questo
permette di muoversi velocemente da un account a un altro appena
questo viene scoperto e disattivato dall'ISP. Gli spammers usano
software creato per osservare connessioni Internet con scarsa
sicurezza, che possono essere facilmente dirottate in modo da
immettere i messaggi di spam direttamente nella connessione
dell'obiettivo con il proprio ISP. Questo rende più difficile
identificare la posizione dello spammer e l'ISP della vittima è
spesso soggetto di aspre reazioni e rappresaglie da arte di
attivisti che tentano di fermare lo spammer. Entrambe queste
forme di spamming "nascosto" sono illegali, tuttavia sono
raramente perseguiti per l'impiego di queste tattiche.
I mittenti
di e-mail pubblicitarie affermano che ciò che fanno non è
spamming. Quale tipo di attività costituisca spamming è materia
di dibattiti, e le definizioni divergono in base allo scopo per
il quale è definito.
I termini
unsolicited commercial email, UCE (email commerciale non
richiesta) e unsolicited bulk email, UBE (email non
richiesta in grandi quantità) sono usati per definire più
precisamente e in modo meno gergale i messaggi e-mail di spam.
Molti utenti considerano tutti i messaggi UBE come spam, senza
distinguere il loro contenuto, ma i maggiori sforzi legali
contro lo spam sono effettuati per prendere di mira i messaggi
UCE. Una piccola ma evidente porzione di messaggi non richiesti
non è anche commerciale; alcuni esempi comprendono i messaggi di
propaganda politica e le
catene di S.Antonio
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Spamming attraverso E-Mail |
I più
grandi ISP come
America OnLine riferiscono
che una quantità che varia da un terzo a due terzi della
capacità dei loro server di posta elettronica viene consumata
dallo spam. Siccome questo costo è subito senza il consenso del
proprietario del sito, e senza quello dell'utente, molti
considerano lo spam come una forma di furto di servizi. Molti
spammer mandano i loro messaggi UBE attraverso gli
open mail relay. I server
SMTP, usati per inviare
e-mail attraverso internet, inoltrano la posta da un server a un
altro; i server utilizzati dagli ISP richiedono una qualche
forma di autenticazione che garantisca che l'utente sia un
cliente dell'ISP. I server open relay non controllano
correttamente chi sta usando il server e inviano tutta la posta
al server di destinazione, rendendo più difficile rintracciare
lo spammer.
Un punto di
vista "ufficiale" sullo spamming può essere trovato nel
RFC 2635.
Lo spamming
è a volte definito come l'equivalente elettronico della
posta-spazzatura (junk mail). Comunque, la stampa e i costi
postali di questa corrispondenza sono pagati dal mittente - nel
caso dello spam, il server del destinatario paga i costi
maggiori, in termini di banda, tempo di elaborazione e spazio
per immagazzinamento. Gli spammer usano spesso abbonamenti
gratis, in modo tale che i loro costi siano veramente minimi.
Per questa ricaduta di costi sul destinatario, molti considerano
questo un furto o un equivalente di crimine. Siccome questa
pratica è proibita dagli ISP, gli spammer spesso cercano e usano
sistemi vulnerabili come gli open mail relay e server proxy
aperti. Essi abusano anche di risorse messe a disposizione per
la libera espressione su internet, come i
remailer anonimi. Come
risultato, molte di queste risorse sono state disattivate,
negando la loro utilità agli utenti legittimi. Molti utenti sono
infastiditi dallo spam perché allunga i tempi che usano per
leggere i loro messaggi di e-mail.
Siccome lo
spam è economico da inviare, un ristretto numero di spammer
possono saturare internet con la loro spazzatura. Nonostante
solo un piccolo numero dei loro destinatari siano intenzionati a
comprare i loro prenti a mantenere questa pratica attiva.
Inoltre, sebbene lo spam appaia per una azienda rispettabile una
via economicamente non attuabile per fare business, è
sufficiente per gli spammer professionisti convincere una
piccola porzione di inserzionisti ingenui che è efficace per
fare affari.
É presente
un certo numero di servizi e software che i server e-mail e gli
utenti possono utilizzare per ridurre il carico di spam sui loro
sistemi e caselle di posta. Alcuni di questi contano sul rifiuto
dei messaggi provenienti dai server conosciuti come spammer.
Altri analizzano in modo automatico il contenuto dei messaggi
e-mail ed eliminano quelli che somigliano a spam. Questi due
approcci al problema sono talvolta definiti come bloccaggio
e filtraggio Ognuna delle tecniche ha i suoi difensori e
vantaggi; mentre entrambe riducono l'ammontare di spam inviata
alle caselle postali degli utenti, il bloccaggio permette di
ridurre la banda sprecata, rifiutando i messaggi prima che siano
trasmessi al server dell'utente. Il filtraggio tende ad essere
una soluzione più accurata, poiché può esaminare tutti i
dettagli del messaggio. Molti sistemi di filtraggio si
avvantaggiano delle tecniche di apprendimento del software, che
permette di aumentare la propria accuratezza rispetto al sistema
manuale. Alcuni trovano questa tecnica troppo invadente nei
riguardi della
privacy, e molti
amministratori preferiscono bloccare i messaggi che provengono
dai server tolleranti nei confronti degli spammer.
Una
specifica tecnica di bloccaggio comprende le
DNSBL (DNS-based
blackhole lists), nella quale un server pubblica liste di
indirizzi ip, in modo che un server di posta possa essere
facilmente impostato per rifiutare la posta che proviene da
questi indirizzi. Ci sono diverse liste di DNSBL, che hanno
politiche diverse: alcune liste contengono server che emettono
spam, altre contengono open mail relay, altre elencano gli ISP
che supportano lo spam.
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Filtraggio statistico ed euristico |
Fino a poco
tempo fa, le tecniche di filtraggio facevano affidamento agli
amministratori di sistema che specificavano le liste di parole o
espressioni regolari non
permesse nei messaggi di posta. Perciò se un server riceveva
spam che pubblicizzava "herbal Viagra", l'amministratore poteva
inserire queste parole nella configurazione del filtro. Il
server avrebbe scartato tutti i messaggi con quella frase. Lo
svantaggio di questo filtraggio "statico" consiste nella
difficoltà di aggiornamento e nella tendenza ai falsi positivi:
è sempre possibile che un messaggio non-spam contenga quella
frase. Il filtraggio euristico, come viene implementato nel
programma
SpamAssassin si basa
nell'assegnare un punteggio numerico a frasi o modelli che si
presentano nel messaggio. Quest'ultimo può essere positivo,
indicando che probabilmente contiene spam o negativo in caso
contrario. Ogni messaggio è analizzato e viene annotato il
relativo punteggio, esso viene in seguito rifiutato o segnalato
come spam se quest'ultimo è superiore ad un valore fissato. In
ogni caso, il compito di mantenere e generare le liste di
punteggi è lasciato all'amministratore. Il filtraggio
statistico, proposto per la prima volta nel 1998 nel AAAI-98
Workshop on Learning for Text Categorization, e reso popolare da
un articolo di Paul Graham nel 2002 usa metodi probabilistici,
ottenuti grazie al
Teorema di Bayes, per
predire se un messaggio è spam o no, basandosi su raccolte di
email ricevute dagli utenti.
Da qualche
tempo stanno crescendo vari sistemi di filtraggio che uniscono
più tecniche di riconoscimento dello spam, in modo da un lato
minimizzare il rischio di falsi positivi (ovvero email regolari
scambiate erroneamente per spam), dall'altro per aumentare
l'efficienza del filtraggio. Si può quindi pensare di combinare
il filtraggio per DNSBL con quello euristico e statistico, come
alcuni programmi iniziano a prevedere (ad esempio il programma
antispam italiano
SpamTerminator, gratuito
per uso personale,
[1]), e fare così in modo di
unire i pregi di ogni metodo di filtraggio e contemporaneamente
ridurre i rischi grazie ai controlli multipli.
A parte
l'installazione di software di filtraggio dalla parte degli
utenti, essi possono proteggersi dall'attacco dello spam in
molti altri modi.
Un modo in
cui gli spammer ottengono gli indirizzi e-mail è il setaccio del
Web e di
Usenet per stringhe di testo che assomigliano a indirizzi.
Perciò se l'indirizzo di una persona non è mai apparso in questi
posti, non potrà essere trovata. Un sistema per evitare questa
raccolta di indirizzi è falsificare i nomi e indirizzi di posta.
Gli utenti che vogliono ricevere in modo legittimo posta
riguardante il proprio sito Web o i propri articoli di Usenet
possono alterare i loro indirizzi in modo tale che gli esseri
umani possano riconoscerli ma i software degli spammer no. Per
esempio,
joe@example.net
potrebbe venir modificato in
joeNOS@PAM.example.net.
Questo sistema è detto address munging, dalla parola
"munge" tratta dal
Jargon file che significa
rompere. Questo sistema, comunque, non sfugge ai cosiddetti
"attacchi al dizionario" nei quali lo spammer genera un numero
di indirizzi che potrebbero esistere, come
adam@aol.com che,
se esistesse, riceverebbe molto spam.
Molti
programmi di posta incorporano le funzionalità di un Web
browser come la
visualizzazione di codice
HTML e immagini. Questa
caratteristica può facilmente esporre l'utente a immagini
offensive o pornografiche contenute nelle e-mail di spam. In
aggiunta, il codice HTML potrebbe contenere codice
JavaScript per dirigere il
browser dell'utente ad una pagina pubblicitaria o rendere il
messaggio di spam difficile o impossibile da chiudere o
cancellare. In alcuni casi, messaggi del genere contenevano
attacchi ad alcune vulnerabilità che permettevano
l'installazione di programmi di tipo
spyware (alcuni
virus informatici sono
prodotti attraverso gli stessi meccanismi). Gli utenti possono
difendersi utilizzando programmi di posta che non visualizzano
HTML o allegati o configurarli in modo da non visualizzarli di
default.
È ben noto
che alcuni spammer considerano le risposte ai loro messaggi -
anche a quelle del tipo "Non fare spam" - come conferma che
l'indirizzo è valido e viene letto. Allo stesso modo, molti
messaggi di spam contengono indirizzi o links ai quali viene
indirizzato il destinatario per essere rimosso dalla lista del
mittente. In svariati casi, molte persone che combattono lo spam
hanno verificato questi collegamenti e confermato che non
portano alla rimozione dell'indirizzo, ma comportano uno spam
ancora maggiore.
La
maggioranza degli ISP proibisce esplicitamente ai propri utenti
di fare spam e in caso di violazione essi vengono espulsi dai
loro servizi. Rintracciare l'ISP di uno spammer e denunciarlo
spesso porta alla chiusura dell'abbonamento. Sfortunatamente,
questo può essere difficile e anche se ci sono degli strumenti
che possono aiutare, non sempre sono accurati. Due di questi
servizi sono
SpamCop e
Network Abuse Clearinghouse.
Essi forniscono mezzi automatici o semi automatici per
denunciare spam agli ISP. Alcuni li considerano imprecisi
rispetto a quello che può fare un esperto di posta elettronica,
ma molti utenti non sono così esperti.
Fino dal
1990, gli amministratori di sistema hanno compiuto molti sforzi
per fermare lo spam, alcuni dei quali con esiti positivi. Come
risultato, coloro che inviano messaggi di spam si sono rivolti
ad altri mezzi.
I sistemi
di
instant messaging sono un
obiettivo comune tra gli spammer. Molti sistemi di messaging
pubblicano il profilo degli utenti, includendo informazioni
demografiche come l'età e il sesso. Coloro che fanno pubblicità
possono raccogliere queste informazioni, inserirsi nel sistema e
mandare spam. Per contrastare questo, alcuni utenti scelgono di
ricevere messaggi solo dalle persone che conoscono. Nel 2002,
gli spammer hanno iniziato usando il servizio di messaging
integrato in Microsoft Windows,
winpopup, che non si
tratta di "MSN
Messenger" ma è piuttosto una funzione progettata per
permettere ai server di inviare avvertimenti agli utenti delle
workstation. I messaggi appaiono come delle normali
dialog box e possono
essere inviati usando qualunque porta
NetBIOS, per questo il
blocco delle porte provocate da un
firewall comprende le porte
da 135 a 139 e 445.
Le vecchie
convenzioni di
Usenet definiscono lo spamming come eccessivo invio multiplo
di messaggi (messaggi sostanzialmente simili). Durante i
primi
anni 1990 ebbe luogo una
notevole controversia tra gli amministratori di server news
sull'uso dei messaggi di cancellazione per il controllo dello
spam. Un messaggio di cancellazione è un'istruzione ad un server
delle news per cancellare un messaggio, in modo da renderlo
inaccessibile a chi lo vorrebbe leggere. Alcuni lo considerano
un cattivo precedente, incline alla censura, mentre altri lo
ritengono uno strumento giusto per controllare la crescita del
problema dello spam. In quel periodo, dovunque il termine spam
su Usenet era usato per riferirsi all'invio di messaggi
multipli. Furono coniati altri termini per comportamenti simili,
come un cross-posting eccessivo o pubblicità non in tema con il
manifesto del newsgroup, comunque più recentemente anche questi
casi sono stati catalogati con il termine spam per analogia al
ben più conosciuto fenomeno della posta elettronica.
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